
Le zone del Piemonte delle Langhe, del Roero e del Monferrato sono conosciute per i famosi vini. Qualsiasi produttore vi potrà dire che il vino non si produce nella cantina ma nei vigneti, che senza dubbio rappresentano la parte principale del ciclo produttivo.
Una delle cose che non potrete fare a meno di osservare, attraversando queste aree ricche di vigneti, siano essi di Dolcetto del Monferrato, di Nebbiolo o di Moscato di Santo Stefano, è la presenza occasionale di un cespuglio di rose posto al termine di un filare, spesso in prossimità della strada.
Qual'è il loro scopo? Forse in memoria di un caro vignaiolo o di un proprietario scomparso? No, sicuramente è un bel pensiero, ma il loro scopo è assai più pratico. Pensate al canarino che si utilizzava nelle miniere di carbone. Prima dell'avvento della tecnologia moderna, l'unico sistema utilizzato dai minatori per rilevare la presenza di gas mortali, era quello di portare con sé un canarino in una gabbia. Quando il canarino moriva i minatori sapevano che era vitale abbandonare immediatamente la miniera. La rosa ha una funzione simile per le vigne. Le malattie delle piante sono molto comuni e le rose sono molto più sensibili ad esse dei vitigni, così vengono tenute d'occhio attentamente. Al primo segno di una malattia presente sui fiori, il vignaiolo viene messo in guardia e può porre rimedio prima che sia troppo tardi per la vigna.
I vigneti richiedono un grande investimento di lavoro e di cura, ed è un'umile rosa a vegliare sulla loro salute!










